venerdì 17 marzo 2017

Sostiene Pereira

       Sostiene Pereira è un libro di Antonio Tabucchi del 1994. Vincitore di tanti premi letterari e molto amato dai lettori. Io l'ho letto solo quest'anno e ne sono rimasta delusa. Mi sono chiesta se magari avessi aspettative troppo alte a proposito di questo racconto e ho concluso che non è stato quello il motivo del mio malcontento. E allora, perché questa delusione?

     
        Il signor Pereira è direttore della pagina culturale del Lisboa, conduce una vita indolente e senza aspettative, mangia male ed è grasso. Un giorno conosce un giovane appena laureato, Francesco Monteiro Rossi che gli chiede di scrivere qualche articolo per il giornale, per poter guadagnare qualcosa e Pereira accetta, anche se non pubblicherà mai i suoi articoli (necrologi di grandi uomini) perché hanno un taglio troppo rivoluzionario o sovversivo. Pereira si troverà a lottare tra il coinvolgimento che aumenta sempre più con le idee del giovane (siamo nell'Europa franchista e le cose devono cambiare) e la voglia di condurre gli ultimi anni della sua vita in maniera pacifica, senza immischiarsi in guai alcuni. La lettura è pacata, serena, come lo sono le giornate di Pereira che mangia omelettes, cammina, va al giornale, traduce Balzac... e per questo il libro è piacevole. I capitoli sono di 4, 6 pagine e si leggono subito, si saltella soavemente nel linguaggio erudito di Tabucchi.

        Nonostante ciò, il libro non mi ha convinta. Pur essendo una lettura che consiglio perché credo che possa piacere o meno a seconda dell'umore del lettore, ciò nonostante io ne sono uscita abbastanza annoiata. Sarà che Pereira è un uomo sulla via del tramonto che cerca e ottiene un riscatto dalla vita, sarà che io non ho ancora buttato la spugna e/o le idee della giovinezza... ebbene, questo racconto non mi ha convinta. Se lo leggete o lo avete letto potrete dirmi la vostra.

                               Alla prossima!!

3 commenti:

  1. Mi fu regalato, ci buttai un occhio, mi stufai :)

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  2. Naturalmente, potrebbe darsi che in un altro momento della vita mi ci sarei buttata rapita, càpita....

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