venerdì 26 maggio 2017

Adamo, Eva e Odifreddi

    Come avevo scritto in questo post, la visione del film Noah mi ha fatto venir voglia di riprendere la Bibbia. Di solito questo testo non si legge ma si consulta, però sarebbe il caso di leggerlo dall'inizio alla fine. Vi dirò di più: se non fosse per il fatto che ho dato vita a questo blog e sto quindi rivedendo alcuni libri per poterne scrivere, di certo mi sarei buttata a capofitto nella lettura dell' Antico Testamento! Quale opera più interessante per storie, miti, umanità, leggi...? Davvero non ci sono paragoni!!

        Detto ciò, veniamo al racconto della creazione. Anzi! I racconti sono 2, lo sapevate? Ma si lo sapete, solo che di solito non si fa mai caso ad alcune piccole differenze.

  1. Nel primo racconto (Gn 1-2, 4) Dio crea il cielo e la terra, la luce e le tenebre, separa le acque del cielo da quelle della terra, crea le piante, gli animali, gli uccelli... e alla fine crea l'uomo (Gn 1, 27): " Dio creò l'uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creò"; li benedice e dice di governare sul creato. Come vedete, in questo primo racconto non c'è nessun riferimento alla costola, al serpente, all'albero,  etc...Dio quindi si ferma e consacra il settimo giorno al riposo.
  2. In Gn 2, 5 comincia il secondo racconto della creazione. Qui " il Signore fece il cielo e la terra"... "non c'era ancora nemmeno un cespuglio nei campi" .... "vi era solo vapore". La prima creatura è l'uomo: "il Signore prese dal suolo un po' di terra e con quella plasmò l'uomo" quindi un magnifico giardino (l'Eden) con piante e alberi di diverso tipo e, al centro del giardino, 2 alberi: l'albero della vita e l'albero della conoscenza. Dio pone l'uomo nell'Eden per coltivare e custodire la terra, ma non può mangiare i frutti dell'albero della conoscenza. Finalmente il Signore, con un po' di terra, crea gli altri animali e dice all'uomo di dar loro un nome, ma l'uomo è solo, anche lui vuole una compagna e abbiamo quindi il famoso episodio della creazione di Eva dalla costola di Adamo. "I due erano nudi, ma non avevano vergogna" (Gn 2, 25). Arriviamo così al serpente. Quando invita Eva a mangiare il frutto proibito, lei risponde così: "Dio ha detto, non mangiate il frutto, anzi non toccatelo, altrimenti morirete!" (Gn 3,3)
E qui faccio un volo pindarico e arrivo al prof. Odifreddi, poi capirete
perchè. Nel suo libro Il diavolo in catteda - La logica da Aristotele a Godel, il professore individua i principi della logica proprio nel mito della creazione. Intanto, con la separazione degli elementi (luce/tenebre, cielo/terra...) la conoscenza non è più unitaria, divina, ma logica, in contrapposizione dialettica. Poi, proprio parlando del momento in cui il serpente tenta Eva, Odifreddi fa notare come Dio ha mentito, mentre il serpente dice il vero. Infatti il Signore aveva detto ad Adamo e Eva che sarebbero morti se avessero mangiato il frutto della conoscenza!! In realtà ciò non succede e loro conoscono il bene e il male "I loro occhi si aprirono e si resero conto di essere nudi" (Gn 3,7). E' ovvio che questa argomentazione pone la logica come figlia del diavolo e l'unità e l'immobilità come caratteristiche del divino. Non a caso i dogmi religiosi non vanno discussi, mentre il pensiero logico ci permette di scindere e capire, di argomentare... di allontanarci da Dio. E dunque cosa scegliere? Non sarò certo io a dirvelo, ma il bello è proprio avere la possibilità di farlo 😉😈

Per ora vi saluto, ma riprenderò l'argomento

13 commenti:

  1. Penso benissimo di questo post e complimenti per le tue letture! ^_^ Per quanto riguarda la questione posta, dico solo che non a caso tutti i testi sacri (tra l’altro, tutti frutto di lunghissime tradizioni orali) fanno riferimento alla mistica, secondo la quale procedere alla loro lettura attraverso un itinerario logico-concettuale, porterebbe fuori strada, mentre è suggerita la lettura allegorica e simbolica. Per esempio, nelle Upanisad, così come nel Sutra del Loto, al lettore viene più volte ricordato di evitare approcci logici. Il Sutra del Loto, addirittura, insiste nell’incapacità di Shariputra, il migliore discepolo del Budda sulla base del criterio dell’intelligenza, di raggiungere l’illuminazione fintanto che adotta un approccio razionale. Ricordo una lettera di Nichiren, un monaco buddista giapponese del XIII secolo devoto a quel sutra, indirizzata ad un suo discepolo, nella quale parla del figlio di un re che, convinto di aver intravisto l’assassino del padre, vi scaglia contro un dardo che finisce per conficcarsi in una pietra. Ovviamente, nella vita reale le frecce si spezzano a contatto con la pietra, e qui sta il paradosso: la grande fede di quell’uomo ha fatto ‘sì che egli potesse compiere l’impossibile.

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    1. Ma complimenti a te Clementina 😀😀 Ma il bello è proprio quello, la lettura allegorica! E il fattk che sono testi che ci sono giunti da millenni addietro si presta a un po'troppe interpretazioni e il bello è proprio quello.

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  2. Ciao Giulia.
    Lo sai benissimo che il matematico filosofo è un pasticcione.
    Ora vado nel tuo Google+

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    1. Si Gus, ma questa parte che ho estrapolato dal libro è interessante e anche questo libro in particolare. Gli altri effettivamente una delusione 😯

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  3. Non c’è conflitto tra scienza e religione, a meno che la non si voglia crearlo.
    La scienza si basa su delle ipotesi che debbono essere costantemente verificate e ridotte a concetti intelligibili in un contesto discreto, cioè digitale.
    La religione non accetta ipotesi ma solo fede.
    Il conflitto avviene, appunto, quando la scienza (cioè le ipotesi) vuol confrontarsi con la fede (cioè le certezze) e viceversa.
    Svolgono funzioni diverse in qualsiasi contesto sociale: la prima costruisce dei rapporti tra i fenomeni, la seconda si occupa delle contraddizioni della psiche.
    Galimberti, come anche Odifreddi, hanno, in ogni caso, una visione limitativa della scienza che solo in tempi moderni è esclusivamente digitale mentre, in passato era soprattutto analogica e sembra che sia attualmente in atto il processo inverso. D’altra parte anche la religione è sempre di più relativista che fideista. Chissà, forse un giorno s’incontreranno.

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    1. Molto interessante questa tua osservazione e concordo sul fatto che non ci sia conflitto tra scienza e religione. Il fatto è che il conflitto è stato creato e non se ne esce. Per quanto riguarda il post, il mio è uno sguardo disincantato. Semplicemente leggo, mi vengono in mente collegamenti, una lettura ne richiama un'altra... sai com'é, gli anni passano 😉 devo esercitare la memoria 😀😀😀

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    2. I tuoi post sono molto interessanti.
      Ciao.

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  4. Molto interessante questo post Giulia 😁 Non ho ancora visto il film Noah ma mi incuriosisce molto, lo guarderò sicuramente!😊

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  5. La Logica è figlia del diavolo? In effetti se penso a dei miei colleghi che la insegnano... :D

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  6. Secondo me Dio non ha mentito affatto dicendo che se avessero mangiato dell'albero sarebbero morti. Infatti, Adamo ed Eva uscirono dalla condizione paradisiaca (Eden) e dall'immortalità, conobbero la sofferenza (partorirai i figli con dolore, "con il sudore del tuo volto mangerai il pane") e la morte. Certo, Dio non li fulmino' sul posto, ma che
    cambiamento!

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